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Il cammino dello Spirito

da Giovanna Colantonio

Vi abbiamo già parlato del castello di Roccascalegna e del fatto che fosse una delle location del film di Matteo Garrone “Tale of tales”, e sicuramente già sapete che il castello di Roccacalascio ha prestato le sue mura e i suoi paesaggi mozzafiato a film di fama mondiale. Ma ora vogliamo raccontarvi di un altro luogo sacro d’Abruzzo, l’Eremo di Santo Spirito, e del perché un regista come Sorrentino lo abbia scelto come location della sua nuova serie che tutti stiamo aspettando con ansia, “The new Pope”. Ci siete mai stati? Sicuramente, se lo avete visto, vi sarete già fatti un’idea del motivo. L’Abruzzo è disseminato di eremi, e tutti hanno un’atmosfera di sacralità molto forte. Ma i due eremi di  Roccamorice, vicino Caramanico, in provincia di Pescara, Santo Spirito e San Bartolomeo, sono qualcosa di più. Mentre Santo Spirito è raggiungibile comodamente in auto, San Bartolomeo è un vero e proprio cammino dello Spirito, che dalla vallata costeggia il fianco della montagna e sale fin sulla cima delle sue rocce. Si cammina lungo un tracciato con vista sullo strapiombo: un percorso emozionale di preparazione all’oblio.

Si continua fino ad arrivare a una piccola scalinata che sembra precipitare nel vuoto, dove già dall’ultima scala si può intravedere la roccia che fa da soffitto a un sottile corridoio che conduce all’eremo. Una piccola chiesetta ancora suddivisa in stanze si presenta silenziosa e nuda, ma carica di un’atmosfera intensa che ti entra nel petto. Si sente una presenza spirituale, una forza d’animo, una volontà di combattere contro qualsiasi paura per riuscire a catturare, anche solo per un attimo, la pace, la serenità, il silenzio, la meditazione dei sensi nella solitudine della natura impervia.

Il Santo Spirito trasuda le stesse sensazioni. Dalla chiesetta sacra si arriva all’oratorio della Maddalena e da lì a una vista spettacolare sulla vallata, tra il suono delle cascate e i versi di animali selvatici. E Sorrentino li ha sentiti. Non resta che andare a visitarli e provare a capire come poteva essere la vita lì, notte e giorno, inverno ed estate, anche per un uomo che adorava la solitudine a tal punto da rifiutare il papato, come Celestino V.

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