La Giostra della Memoria

Le tradizioni, la storia, la cultura popolare, le differenze sociali, l’arte dei mestieri, le abitudini, le superstizioni. Tutto contenuto in un labirinto di stanze, corridoi e scale dove il tempo è rimasto intrappolato, racchiuso in un numero sterminato di oggetti che raccontano il passato. Una casa-museo di sedici stanze per entrare di volta in volta in dimensioni diverse e diventare un medico ottocentesco, una maestra, un pastore della Transumanza abruzzese, un artigiano, una strega conoscitrice di erbe e unguenti, una sposa all’alba delle nozze, un contadino, una sarta alle prese con telai e stoffe. Una stanza per catapultarti tra bambole di ogni età e ceramiche del passato e una della pubblicità, tra contenitori di latta cult e locandine vintage che farebbero impazzire anche Mad Men.

<<Non si può capire il presente se non si conosce questo, se non si sa da dove veniamo>>, ci spiega Angiolina Balduzzi mostrandoci un bicchierino di oltre mezzo secolo fa, più piccolo di un cicchetto, in cui veniva servita la quantità di gelato per i ricchi. Professoressa in pensione, Angiolina è la deus ex machina della Giostra della Memoria, che sin da bambina ha cominciato ad accumulare oggetti. <<Facevo piccoli favori a una mia zia e in cambio non volevo soldi, né gelati, ma cercavo oggetti. E li collezionavo, me li tenevo cari tutti nella mia stanza>>. Poi “la sua stanza” è diventata una casa, poi due, dopo tre, oggi quattro stabili comunicanti, ancora in espansione, che compongono il museo. Angiolina ci racconta che oltre dieci anni fa aveva un negozio di antiquariato, ma provava dispiacere nel vendere i pezzi, così un giorno il marito le disse <<Ma se non vuoi vendere niente, perché non apri un museo?>>. << Non me lo avesse mai detto! – esclama – E così fu>>.

Il Museo è visitabile tutti i giorni, h24, come è scritto sul sito. Sarete accolti dalla stravagante guida Angiolina che vi condurrà attraverso la Giostra Della Memoria seguendo il filo dei suoi pensieri e dei suoi sterminati racconti. Lo stesso Renzo Arbore, di passaggio da queste parti, pochi anni fa fu colto dalla curiosità di vederlo alle tre di notte.

E se la filosofia di Marie Kondo, la guru dell’ordine che di questi tempi va per la maggiore, insegna al mondo intero come tenere in casa solo l’essenziale, venite a San Salvo per capire quanto sia invece emozionante tutto il contrario.

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