La Bagnante è ispirata a una donna vera?

Si dice che uno scultore, quando crea una statua, non fa altro che liberare un corpo, un’anima, da un blocco di marmo, o gesso. Nella precedente edizione vi abbiamo raccontato la leggenda della ragazza tramutata in bronzo a dominare il golfo, pur di vivere per sempre nella speranza di vedere tornare il suo amato. In questo numero siamo andati a cercare l’origine di quelle sembianze, e abbiamo scoperto dell’esistenza di una misteriosa donna, le cui vicende non si trovano sui libri di storia, ma la cui semplice presenza ha lasciato una traccia visibile a chiunque passi per Vasto: la Bagnante, così come la vediamo, che da quaranta estati sorveglia silente la città dal suo scoglio.

Si narra di una affascinante signora forestiera, habitué delle spiagge vastesi. Bella, con lunghi capelli raccolti in una coda di cavallo, un fisico statuario. Si dice che fosse così anticonformiste da prendere il sole in topless, in tempi certamente non liberali. Se questa misteriosa signora non fosse mai esistita, oggi la Bagnante sarebbe completamente diversa. Una statua astratta, meno figurativa, seduta con le mani dietro la testa a prendere il sole, così come compare nel primo bozzetto che l’autore, il maestro Aldo D’Adamo,  presentò al Comune. Ma le cose andarono diversamente. La città aveva bisogno di incentivare il turismo e allo stesso tempo di celebrarlo, di rappresentare la vacanza per eccellenza, la Bagnante tipo. Ed essere una bagnante tipo non è affatto facile. L’aspettativa, nella mente di tutti, aveva assunto delle sembianze precise, un volto specifico, un nome. Per cui andò benissimo il secondo bozzetto, quello di una donna con la coda di cavallo, in topless, in piedi, colta nell’atto di risistemarsi il bikini, dal fisico armonico degno di una statua, che esattamente nel 1979 veniva posata su quello scoglio e destinata a restarci per il tempo che verrà.

Non sappiamo se questa storia sia vera. Abbiamo avuto la fortuna di ascoltarla per caso, spalmata tra le chiacchiere da caffè di una domenica mattina. Nessuno è riuscito a confermarci l’ispirazione all’origine della Bagnante, ma l’allora allievo dello scultore e oggi artista a tutto tondo, Valter Polleggioni, ci ha raccontato della genesi, delle prove, dei bozzetti, della difficoltà dovuta alla percezione di grandezza naturale che la statua avrebbe dovuto avere a tale lontananza. A tal proposito, per chiunque volesse spaventarsi alla vista di questa gigante di gesso alta oltre tre metri, è possibile visitare l’esposizione chiamata “Spazio d’Adamo”, a Ortona. Chissà che, guardandola da vicino, non ne riconosciate anche voi un volto familiare.

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